Offriamo

Centralino di ascolto
Colloqui vis à vis
Assistenza medica
Consulenza legale
Sostegno psicologico
Sostegno genitorialità

 

 

 

http://www.lavocedinewyork.com/news/primo-piano/2017/02/08/quegli-uomini-maltrattati-dalle-donne-ecco-chi-li-protegge/

 

 

DIRITTI

Violenza domestica: quando la vittima è uomo

Negli ultimi anni la violenza contro le donne ha conosciuto in Italia una pericolosa impennata, un fenomeno che non può essere tollerato. Esiste, però, anche il caso inverso, ossia quello degli uomini che subiscono vessazioni, stalking e botte da parte di mogli e compagne. Un fenomeno meno noto e meno discusso, come se fosse un tabù, ma che esiste e che lentamente sta provando a emergere dalla cortina di silenzio che lo circonda. Ne abbiamo parlato con Patrizia Montalenti, presidente del centro Ankyra di Milano, l’unico, insieme al Ceav di Vicenza che si occupa di uomini vittime di violenza domestica


Violenza domestica: quando la vittima è uomo
“Gli uomini? Le prendono, eccome”. A dirlo è Patrizia Montalenti, presidente del centro Ankyra di Milano, l’unico, insieme al Ceav di Vicenza che si occupa di uomini vittime di violenza domestica. “I giornali, com’è ovvio e forse persino giusto, danno più spazio alle donne che subiscono abusi, anche perché i numeri sono inconfutabili e nella stragrande maggioranza dei casi la violenza domestica vede un aggressore uomo e una vittima donna. Ma il fatto che siano casi numerosi, non significa che siano gli unici. Esiste anche l’inverso”. Il fenomeno degli uomini vittime di violenze, vessazioni, stalking e botte da parte di mogli e compagne, è meno noto e meno discusso, come se fosse un tabù o una fandonia, ma c’è e lentamente prova a emergere dalla cortina di silenzio che lo circonda. “Se ne parla e se ne sa poco o niente", continua Montalenti, "un po’ perché è, nei fatti, meno diffuso, un po’ perché è estremamente difficile che gli uomini ne parlino: temono di essere o non creduti o, peggio, irrisi. Inoltre, quand’anche un uomo si decida a prendere coraggio e a vuotare il sacco, non trova nessuno a cui rivolgersi, perché in Italia, caso praticamente unico in Europa, i centri antiviolenza si rivolgono solo alle donne. In Svizzera, per esempio, esiste una casa rifugio per uomini vittime, e lo stesso anche in Francia o in Gran Bretagna, per non parlare degli Stati Uniti, dove il discorso in merito alla difesa dalla violenza domestica è molto più avanzato ed è completamente indipendente dal genere”. In un anno di attività, Ankyra ha ricevuto circa 100 richieste di aiuto da tutta Italia anche se solo a una parte di esse si è potuto dare seguito, perché il centro opera solo a Milano e dintorni. 

Tra le violenze più spesso segnalate ci sono angherie psicologiche, umiliazioni, piccole e grandi crudeltà, ricatti, cui si aggiungono, cosa da cui le donne sono nella maggior parte dei casi graziate, i ricatti legati alla possibilità di vedere i figli, che una moglie-carnefice spesso non teme di usare come "arma".
E poi ci sono le percosse, più frequenti di quanto si creda, a base di calci, morsi, graffi, schiaffi e capelli strappati. “Non solo gli uomini le prendono", continua la presidente Montalenti, "ma, nella stragrande maggioranza dei casi, non reagiscono in nessun modo. In primo luogo perché un uomo con un minimo di sale in zucca è consapevole che, per una mera questione di forza fisica, se reagisse potrebbe fare molto più male di quanto ne stia subendo, e poi perché un uomo sa perfettamente che, nel momento in cui colpisse, anche solo per difendersi, la sua aggreditrice, tutta la faccenda potrebbe risolversi in una pesantissima denuncia nella quale avrebbe la peggio”. Un quadro confuso, dal quale scompaiono i buoni e, come per incanto, le vittime rischiano di trasformarsi in carnefici e viceversa e che non di rado riguarda anche il sesso. “Quando si parla di violenza sessuale sugli uomini da parte delle donne, ovvio, non si parla di stupro, nel senso comunemente noto", spiega Sara Pezzuolo, psicologa e autrice, con altri dell’Università degli Studi di Siena, di un ampio studio sul tema. "Però di violazione sì. Una violazione che può partire dall’imposizione di pratiche non gradite, come lo scambio di coppia o il sadomaso, fino alla privazione del sesso o all’interruzione brusca del rapporto. Situazioni, queste ultime due, a cui l’uomo non può reagire se non con il rischio di incorrere, a sua volta, in una forma di stupro”.
Così, se sessualmente aggrediti, gli uomini si trovano ancora una volta nella condizione di non poter reagire, se non con violenza ancora maggiore e con forza, fisicamente, maggiore. “Questo il punto che più di frequente sfugge agli osservatori", continua la clinica. "Non dando alcuno spazio o riconoscimento agli uomini abusati si corre il serio pericolo di trasformarli in abusanti. Se un uomo in difficoltà si guarda intorno cercando un aiuto trova solo centri di assistenza per uomini violenti, mai, o quasi per uomini che invece, la violenza la subiscono. E così si ritrova a vivere una situazione difficile nella più completa solitudine, e magari, purtroppo a far da sé, con conseguenze poi terribili”.

 

 

L'AIUTO MILANO, IL CENTRO ANKYRA SI OCCUPA DI VESSAZIONI TRA LE MURA DOMESTICHE

QUEI PADRI MALTRATTATI. A SOFFRIRE DI PIU' SONO I FIGLI

intervista di Giulia Bonezzi alla Dr.ssa Veronica Cardin per IL GIORNO, Milano 24.11.2016

 

Agli uomini vittime delle donne di violenza anche fisica che però raramente, causa differenze biologiche di forza, può portare a morte o a danni permanenti, "diciamo di non reagire mai, neppure ad uno schiaffo", spiegano dal Centro Ankyra di Milano, uno dei pochissimi in Italia a occuparsi di questo fenomeno che da pochi anni spunta in percentuali residuali nelle statistiche su stalking e violenza domestica.

Sommerso più ancora della violenza dei maschi contro le femmine "perché c'è una difficoltà legata alla vergogna: un uomo culturalmente sente di non dover chiedere aiuto per difendersi da una donna". Ne ha seguiti una decina in due anni Ankyra, gestito da una sociologa, Patrizia Montalenti che ha una lunga esperienza con le donne maltrattate e ha studiato all'estero e in patria un approccio simile a quello dei centri femminili. Psicologi, esperti in azccoglienza e consulenza legale per vittime che, al di là del genere, somigliano a quelle della violenza maschile per personalità e reazioni, spiega Veronica Cardin, neurologa agli Istituti Zucchi e tra i fondatori di Ankyra. Gli uomini arrivati al Centro di Milano quasi sempre cercando su internet, in prevalenza di ceto medio-alto, hanno subito soprattutto violenza psicologica, anche fisica (graffi, morsi, schiaffi, lancio di oggetti), sessuale, anche con la negazione del sesso e poi minacce, mortificazione della virilità o sul piano professionale, economico, ma perlopiù di mezzo ci sono i figli.

"Molti sono padri: la madre che maltratta il partner tende a farlo anche con i figli, o a metterli l'uno contro l'altro, o a usarli come merce di scambio - spiega Cardin - Per il papà, cui raramewnte vengono affidati in una separazione, c'è paura di perderli. Anche loro, come molte donne maltrattate, cercano di salvare il rapporto con la partner" e devono essere rassicurati che "un figlio si tutela insegnandogli che l'amore non si manifesta con la violenza - prosegue - I figli sono sempre le prime vere vittime della violenza domestica: non hanno scelta, porteranno il dolore di un genitore maltrattante per tutta la vita". Ankyra è nata infatti per occuparsi di violenza domestica, è aperta alle donne che "non devono sentirsi respinte dal fatto che aiutiamo anche gli uomini".

Ogni vittima va accolta, "un medico non sceglie il paziente in base a quanto è frequente la sua malattia"

 

 

 

Salve,

mi chiamo Marco Anguillesi, divorziato da poco tempo   , 2 figli stefano e sofia

vorrei congratularmi con voi per la vostra iniziativa a difesa di tutte le persone compreso gli uomini oggetto di violenza

in questi anni ho potuto provare sulla mia persona diverse forme di violenza non fisica subita durante il periodo di separazione

ho fatto salti mortali per riuscire ad essere vicino ai miei figli  .

ho beccato un esaurimento nervoso da cui sono uscito bene

sono amareggiato che lo stato finanzi e promuova associazioni che discriminano le persone come per  esempio artemisia

che ha un approccio mistificatorio paragonando  l'innocenza dei bambini ad un adulto   la donna . Invece lo stato dovrebbe sovvenzionare  associazioni come la vostra che lavora contro la violenza alle persone uomini donne bambini senza distinzioni di genere

Il primo responsabile di questa ondata di discriminazioni è proprio lo stato

In italia non esiste una ricerca sulla violenza domestica su gli uomini  commissionata dallo stato.

Questo natale lo dedico ai padri separati che in questo giorno non potranno stare insieme ai propri figli.

Uomini vittime di donne. una goccia nel mare nella disinformazione di stato.

Un ultima considerazione ,sarebbe utile fare un analisi su il numero totale di denunce per violenza fatte da donne che terminano con condanne definitive per gli uomini ci sarebbe da riflettere su questo dato ,invece si fa risalto solo sull'incremento delle denuncia fatto dalle donne ma non su l'esito di queste denunce ( che sono molto basse rispetto alle denunce ) e la mattanza sociale cresce e chi ci rimette sono soprattutto i bambini 

 

 

 

vi ringrazio tanto per il lavoro che fate io sono di empoli e se posso fare qualcosa per voi fatemi sapere

 

 

 

grazie

 

marco anguillesi

 

 

 

 

 

 

http://www.adnkronos.com:

 

Non solo donne vittime di violenza, in Italia 4 milioni di uomini molestati

CRONACA

 

 

Non solo donne vittime di violenza, in Italia 4 milioni di uomini molestati

(Fotogramma)

Sono circa 3,8 milioni gli uomini in Italia che hanno subito abusi per mano femminile. Tra loro ogni anno più di cento telefonano ai centri anti-violenza per denunciare casi di stalking o reati sessuali. E per i giovani il dato è allarmante: nel 2014 gli abusi hanno riguardato il 39% dei ragazzi rispetto al 35% delle coetanee italiane. Questa la radiografia che emerge da un'analisi condotta dall'Adnkronos basata sui principali studi di settore. Numeri che accendono i riflettori su un fenomeno ''sommerso e sottovalutato'' come denuncia Pasquale Giuseppe Macrì, docente dell’Università di Arezzo che ha realizzato il primo ed unico studio sul tema nel 2012. L'esperto calcola che i 4 milioni di uomini abusati rappresentino il 18,7% del totale della popolazione maschile italiana tra i 18 e i 70 anni. Come a dire che due maschi su dieci nel nostro Paese subiscono molestie, ma pochi lo denunciano.

"La nostra ricerca non ha valore antitetico rispetto agli studi sul femminicidio - spiega Macrì all'AdnKronos - ma serve per valutare in modo completo le dinamiche sesso correlate legate alla violenza. Parlando di violenza sugli uomini c'è una mancanza di informazione e di cultura. Ci sono dei blocchi: l'imput culturale di non rappresentarsi l'uomo come vittima è forte. Ecco spiegato perché in molti casi l'uomo tace".

In altre parole la maggioranza delle persone sembra non concepire l’uomo come vittima e tanto meno crede possa subire una violenza sessuale. Un pensiero che è stato confutato da diversi studi concordi nel dire che per un uomo rispondere sessualmente alle molestie da parte di una donna non significa dare consenso all'atto. L'erezione, evidenziano diversi ricercatori, può verificarsi in una varietà di stati emotivi tra cui la rabbia e la paura. Il pregiudizio è però diffuso tanto da rendere quasi impossibile per gli uomini denunciare gli abusi.

Gaia Mignone, sociologa con specializzazione in criminologia, da tempo opera nel centro anti-violenza Ankyra, e spiega che il primo scoglio da affrontare è legato agli stereotipi. "Riceviamo tra le 80 e le 100 telefonate l’anno da tutta Italia - racconta all’AdnKronos - in genere si tratta di uomini vittime di violenza domestica e stalking''. La difficoltà maggiore che affrontano ''è la vergogna nell'ammettere di subire abusi da parte di una donna, per un uomo è squalificante secondo la mentalità comune che c’è oggi, e così fanno fatica a denunciare. L'atto di sedersi in Questura di fronte a un carabiniere o a un poliziotto è complesso specialmente quando si parla di violenza sessuale".

Su questo tema Stiritup, progetto europeo che tratta la violenza nelle coppie giovani, nel 2014 si è concentrato su cinque Paesi europei tra cui l’Italia. Il risultato è che il numero di vittime maschili di molestie supera quello femminile. I giovani uomini sembrano una categoria a rischio anche secondo la rivista dell'American psychological association che parla di 4 uomini su 10 che tra scuola superiore e università sarebbero stati costretti ad avere rapporti non consensuali. Nel 31% dei casi la coercizione sarebbe stata verbale, nel 18% fisica e nel 7% dei casi attraverso la somministrazione di droghe. Il 95% degli intervistati ha spiegato che a mettere in atto le violenze o le molestie sarebbero state delle donne.

Ma cosa può portare una donna a diventare aggressiva? "Nella maggior parte dei casi - spiega Mignone - abbiamo riscontrato una familiarità della donna con la violenza. Le persone che diventano violente hanno spesso un passato di violenza sia fisica che assistita. In genere la violenza psicologica è il primo gradino da cui poi si passa a quella fisica".

Per gli uomini che subiscono abusi sembra poi particolarmente difficile uscire dalla relazione violenta sia per una questione di dipendenza affettiva sia perché spesso ci sono figli e temono di perderli. A riguardo una ricerca statunitense del 2007 riporta che la minaccia di 'portarsi via i bambini' è stata usata nel 67,3% dei casi di maltrattamento contro i partner. Ankyra che ha sede a Milano dà un quadro preciso anche della realtà locale."Su capoluogo e provincia abbiamo accolto, seguito e monitorato trenta uomini con colloqui vis a vis - aggiunge la dottoressa - possiamo affermare che tutti si trovano ancora all’interno della loro relazione. Noi forniamo assistenza legale e psicologica ma cerchiamo anche di dare loro il tempo di maturare una decisione rispetto alla loro condizione".

Secondo i dati della Questura di Milano nel 2013 sono state 1498 i maltrattamenti in famiglia per mano femminile così come sono state 975 le denunce per stalking avanzate da uomini nei confronti di donne. Tra i comportamenti più frequenti le telefonate, l'invio di mail e sms incessanti, la ricerca insistente di colloqui e il danneggiamento di beni.

Il fenomeno della violenza da femminile a maschile resta però poco conosciuto tanto che denunce e richieste d’aiuto sono oggi l’eccezione. Se le donne hanno diverse strutture a cui rivolgersi in caso di abusi per gli uomini in tutto il Paese sono solo due. "Se un medico dovesse non accogliere un malato che ha una patologia rara e poco conosciuta, non farebbe il suo dovere; pertanto facendo una sorta di parallelismo, un Paese civile dovrebbe aiutare tutte le persone che vivono un disagio, a prescindere dall'appartenenza di genere o dalle quantità", conclude la dottoressa Mignone.

 

     Il primo centro anti violenza che aiuta (soprattutto) gli uomini

Testata
Ankyra
ott 21
Da uomo mi rimane l’imbarazzo per questa tutela. La presidente di Ankyra mi risponde: «Il problema è così ampio e complesso che la distinzione per sesso non è più sufficiente per capire».

Il primo centro anti violenza
che aiuta (soprattutto) gli uomini

di Massimo Rebotti*
Tags: centro antiviolenza, donne, famiglia, milano, uomini, violenza, vittime

Un centro anti-violenza che si occupi anche degli uomini oggetto di soprusi in famiglia. Nasce a Milano Ankyra, si rivolge senza distinzione alle vittime (“uomini, donne, bambini”, scritto in quest’ordine e non è casuale) e i promotori sanno già ­­- perché se lo sono posti loro per primi – qual é il rischio che corrono: apparire, anche se in buona fede, come chi mette sullo stesso piano fenomeni non paragonabili.

 Le donne vittime di violenza domestica sono migliaia e migliaia, degli uomini non si parla ma, è chiaro, infinitamente di meno. Veronica Cardin, neurologa, la presidente di Ánkyra ( áncora, dal greco) risponde con metodo scientifico: «È proprio studiando i casi più rari, una donna che vessa un uomo, che si capisce di più del problema nel suo complesso: che è la violenza dentro la famiglia, a prescindere da chi la esercita».

Al centro milanese lavoreranno medici, psicologi, avvocati e sociologi (donne e uomini), «l’idea ci è venuta perché nei centri per donne maltrattate a volte arrivano anche telefonate di uomini: non sanno a chi rivolgersi, sono soli». La violenza delle donne sugli uomini, sostengono i promotori del centro, ha caratteristiche molto diverse: è psicologica, fatta di ricatti, minacce, denigrazione, strumentalizzazione dei figli. Raramente diventa fisica, «ma anche i casi di violenza vera e propria sono certamente di più di quanto appare» aggiunge la dottoressa Cardin «gli uomini si vergognano, non denunciano, ne va della loro virilità».

Da uomo mi rimane l’imbarazzo per questa tutela a fronte della serie infinita di femminicidi in Italia. La presidente di Ankyra mi risponde così: «La violenza domestica ormai è un problema così ampio e complesso che la distinzione per sesso non è più sufficiente per capire, è superata».


I VOSTRI COMMENTI
8
  • Finalmente
    21.10 | 11:41 Janeway
    in questo blog un po’ di parità anche dall’altro punto di vista, perché ci sono anche discriminazioni al maschile che è bisogna affrontare se si vuole la vera parità
  • Ma gli altri si rivolgono solo alle donne??
    21.10 | 12:35 610610
    Posto che sono finanziati con soldi pubblici,stento a credere che
    discriminino le persone in base al sesso! Probabilmente ci si rivolgono prevalentemente donne,ma non penso che un uomo bisognoso di aiuto venga respinto e rimandato a casa,tantopiù che le statistiche indicano che in Italia ci sono centinaia di migliaia di coppie gay!
  • qualche osservazione
    21.10 | 16:59 Conte Vlad
    ma come si prova la “violenza psicologica”?..a prescindere se sia agita da uomini o donne.
    Ad esempio, se lui a letto fa cilecca e lei lo prende in giro non è una bella reazione ma è violenza psicologica? Io non credo, mi sembra tutto soggettivo e rischia di solleticare un vittimismo maschile che è presente specie nelle associazioni di padri separati. E on voglio dire che gli uomini non siano mai vittime..ma la violenza fisica: sappiamo bene che in media una donna è fisicamente più debole, questo oggettivamente cambia le cose e non solo la percezione
    Se lei è arrabbiata e gli nega il sesso o dice “caro se fai questo per me dopo io faccio quest’altro per te” è violenza psicologica? Io non credo davvero. Per me sono dinamiche di coppia che possono capitare e piaccia o no sono lecite e non dannose
  • aggiunta
    21.10 | 17:39 Conte Vlad
    sappiamo bene che in media una donna è fisicamente più debole, questo oggettivamente cambia le cose e non solo la percezione
    e mica tutte le donne praticano corsi di autodifesa e kung fu
  • l'acqua
    22.10 | 15:38 Lettore_2784658
    calda…
  • finalmente
    23.10 | 10:52 Lettore_2789862
    Sono donna e .. incredibile, non concordo con Conte Vlad!
    Da donna ho visto molte coppie di amici e parenti in cui la violenza psicologica, soprattutto usando i bambini come ricatto, è molto, molto ben praticata da noi donne.
    Forse, proprio a causa della maggior “debolezza” fisica, noi donne affiniamo molto meglio quella psicologica: verso gli uomini e verso le altre donne. Mi spiece dirlo, ma sappiamo essere cattive, pungenti e taglienti come nessuno.
    Credo che molte donne covino frustrazioni profonde. Io stessa, lo ammetto, mi sono trovata a volte a invidiare in modo quasi cattivo i miei stessi fratelli. Motivo? Con meno studi, meno fatica, meno ore dedicate ai libri, scarsi successi scolastici e meno dedizione al lavoro hanno entrambi carriere e stipendi migliori del mio. Non perchè valgano di più ma perchè uomini. Questo tipo di frustrazioni secondo me potrebbero eesere un motivo del livore che a volte scatta in noi donne per un nonnulla e che ci porta a reazioni di vendetta esagerate (penso a quello che succede mediamente durante le separazioni) e ad esercitare con intima soddisfazione vessazioni spicologiche vissute, forse, come riscatto sull’altra metà del cielo.
  • finalmente
    23.10 | 17:13 zamone801
    sono anche io contrario alla tesi di Conte Vlad: non è che se una cosa non è facilmente dimostrabile allora non ha senso curarla o prevenirla. come per lo stalking o il mobbing è un insieme di cose che prese singolarmente non sono reato ma che fatte in maniera continuata ossessiva lo diventano anche se si fa fatica a dimostrarlo. e se trovo un modo per picchiare qualcuno senza far uscire un livido allora non è violenza? solo perchè non c’è il livido?
  • Violenza non ha sesso
    04.11 | 13:28 3708848
    Sarebbe ora che gli uomini cominciassero a parlare senza vergognarsi perche’ la violenza non ha sesso https://www.facebook.com/pages/Violenza-non-ha-sesso/438245596255162

 Giornale-di-Sicilia.docx

Domenica 3 novembre 2013

 

Il minacciato

Avanza l’uomo vittima di violenza fisica e morale, il minacciato, deriso, ridotto in miseria e perfino picchiato dalle donne. L’allarme arriva dalla Procura di Milano dove su 1.500 maltrattamenti commessi tra il luglio del 2012 e il luglio 2013 in città e provincia, sono 180 le violenze da parte di donne contro uomini.

Stessa cosa per lo stalking: su 915 casi denunciati, 138 vedono come bersaglio un uomo. I numeri sono pochi, il tema è incerto e controverso, "ma esiste un sottobosco molto fitto - sostiene la neurologa Veronica Cardin responsabile della onlus Ankyra che offre un moderno servizio bisex antiviolenza, a uomini e donne - e stiamo per avviare un monitoraggio in tutta Italia per capire la portata del fenomeno. È raro che l'uomo denunci violenza da parte di una donna, fisica o morale che sia, ma a quanto pare i casi sono tanti". E anche se un uomo volesse denunciare un maltrattamento? Se avesse bisogno di aiuto come una madre e figlio in fuga dal marito brutale? Avrebbe comunque difficoltà a trovare aiuto, resterebbe solo e senza postazioni di soccorso: il servizio anti-violenza che risponde al numero 1522 assiste solo le donne, fornisce ascolto e anche un alloggio per la notte se vogliono scappare dal marito aggressivo. Ora l'associazione Ankyra punta ad assistere anche gli uomini. "Il nostro sogno è quello di costruire una casa rifugio e di dare risposte a chi ora non ne ha, gli uomini".

Donne che odiano gli uomini e li maltrattano sul tema del fallimento, con parole e ritorsioni. Le donne all’attacco esistono e sono sempre di più: i numeri "dalla parte di lui" li registrano anche i volontari dell’Associazione nazionale padri separati, che ha avvocati e sedi in tutta Italia, anche nelle città di Palermo, Catania, Messina. Sono tutte storie di "donne cattive" declinate al maschile. Minacciano gli uomini di portare via i figli e di ridurli sul lastrico, è già capitato a tanti padri separati. "Ma la manovra più bassa e che funziona sempre è quella sui figli, e nel caso dei bambini - spiega Tiziana Franchi, presidente nazionale dell’Associazione padri separati (www.padri.it) - le donne hanno a disposizione molti mezzi".

Il riferimento è a una prassi che, secondo l’Associazione padri separati, verrebbe seguita "molto spesso. Una donna che vuole interferire con le valutazioni del giudice accusa il padre e gli addebita comportamenti riprovevoli con i figli. Il meccanismo funziona sempre, il padre viene privato dei figli e prima che si metta in moto il sistema giudiziario per riaverli o per il ritorno alle normali regole di visita, passano mesi e anche anni. E poi spesso succede che nel processo penale il 90% delle volte risulti che le accuse erano false, non provate. Ma a quel punto il rapporto del padre con il figlio è stato danneggiato per sempre".

L’uomo vittima è una novità sociale che si sente in pericolo, è l’ex padre padrone che oggi subisce abusi e vessazioni. E secondo i legali del settore e le associazioni di sostegno, il caso tipo potrebbe essere quello di una lei che perdona un tradimento o cosa simile e fa la superiore, ma poi inizia un massacro psicologico, toglie sicurezze al marito, lo rende fragile e vulnerabile anche nel lavoro e alla fine la grande minaccia: "Ti porto via i figli e non li vedrai mai più". È quello il momento in cui tanti uomini crollano e decidono di chiedere aiuto. Vanno dall’avvocato, si iscrivono all’Associazione nazionale padri separati presente da 23 anni anche nelle sedi siciliane di Palermo e Catania, offre sostegno tecnico e legale. Il tema è affrontato anche in una ricerca dell’Università di Siena che ha raccolto e analizzato tre anni di dati sulla violenza subita dagli uomini da parte delle donne, "Indagine conoscitiva sulla violenza verso il maschile 2012-2013". Dicono che quella violenza dalla donna all’uomo esiste e suscita allarme, "finora è stata legittimata, normalizzata, positivizzata, sdoganata persino sui media". E dunque l’obiettivo dello studio è quello di ottenere adeguate contromisure istituzionali e legislative affinché la tutela della vittima sia garantita indipendentemente dal sesso di appartenenza. Perchè, dicono i ricercatori di Siena, se in Italia venisse ucciso un maschio ogni tre giorni come succede con le donne, se un uomo su tre tra i 16 e i 70 anni fosse vittima nella sua vita dell’aggressione di una donna, se 6 milioni 743 mila uomini avessero subito violenza fisica e sessuale da parte di donne, come dicono gli ultimi dati Istat (a proposito delle donne), se quasi 700mila uomini, avessero subito violenze ripetute dalla partner e nel 62,4% dei casi i figli avessero assistito, se ogni giorno gli uomini fossero vittime di molestie, stalking, palpeggiamenti, se tutto questo fosse la condizione maschile, allora in Italia succederebbe il finimondo. (*DP*) - fine testo

Politiche di genere
Ti trovi in : Home > News
freccia News dal territorio
22/10/2013
Dibattito sulla violenza domestica
Donne 

Associazione Ankyra, in collaborazione con Negozio Civico ChiamaMilano, organizza un dibattito sulla violenza domestica. In tale occasione e verrà presentata l'Associazione.

Lo scopo dell'Associazio​ne Ankyra è quello di diffondere la tutela dell'uomo e della donna dalla violenza domestica.

Detto scopo sarà espletato nei seguenti ambiti: attraverso la costituzione di uno sportello volto ad accogliere e supportare il soggeto vittima di violenza, sia da un punto di vista medico - psicologico che legale e fornendo tutte le informazioni adeguate e del caso attraverso l'organizzazion​e e la promozione di eventi culturali, convegni, concerti, installazioni, seminari, dibatitti, proiezioni di film e documentari, mostre, conferenze, pubblicazioni e quanto altro utile al raggiungimento dell'obbiettivo dell'Associazio​ne.

Interverranno:
- Patrizia Montalenti, sociologa: saluto di Benvenuto e Presentazione della Associazione
- Veronica Cardin, neurologa, Presidente Ankyra: le persone vittime di violenza domestica - un approccio medico al fenomeno
- Stefania Zapparrata: le persone vittime di violenza domestica: un approccio legale al fenomeno
- Caterina Folli, counselor: il ruolo dell’Operatrice di Accoglienza in un Centro Antiviolenza
- Prof.ssa Isabella Merzagora, Università degli Studi di Milano - Sezione di Medicina Legale

Al termine del dibattito verrà offerto un aperitivo.

Per partecipare è necessaria la prenotazione, contattando l'Associazione Ankyra.

Quando:
martedì, 22 Ottobre, 18 – 20

Dove:
Negozio Civico ChiamaMilano
via Laghetto 9/11, Milano

Per informazioni:
Negozio Civico ChiamaMilano
tel: 02/76398628

Ankyra
cell: 324/9246057
sito: www.ankyra.eu
e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

http://www.ilgiornale.it/news/interni/casa-rifugio-uomini-vittime-delle-donne-960910.html

 

Una casa rifugio per gli uomini vittime delle donne

Odiati, picchiati, minacciati. Ma ora a Milano anche per i maschi maltrattati dalle mogli c'è un aiuto concreto

Maria Sorbi - Mer, 23/10/2013 - 08:41

commenta

Milano - Donne che odiano gli uomini. Che li maltrattano, li violentano, li fanno sentire dei completi falliti a furia di lavaggi del cervello logoranti.

 

Sì, esistono. E sono sempre di più. Li picchiano, li minacciano di portare via i figli e di ridurli sul lastrico come è già capitato a migliaia di padri separati.
Suona un po' come una notizia al contrario, ma sempre più spesso è l'uomo a vestire i panni della vittima, a sentirsi in pericolo e a subire abusi e vessazioni. In base ai dati forniti dalla Procura di Milano, su 1.500 maltrattamenti commessi tra il luglio del 2012 e il luglio 2013 tra Milano e provincia, 180 sono violenze da parte di donne contro uomini. Idem per lo stalking: su 915 casi denunciati, ben 138 vedono come bersaglio un uomo. I numeri certi sull'argomento sono pochi. «Esiste un sottobosco molto fitto - sostiene la neurologa Veronica Cardin, responsabile della onlus Ankyra - e stiamo per avviare un monitoraggio in tutta Italia per capire la portata del fenomeno. È raro che l'uomo denunci una violenza, fisica o morale che sia, ma a quanto pare i casi sono tanti». I volontari dell'associazione si sono resi conto che, anche se un uomo volesse denunciare un maltrattamento, avrebbe serie difficoltà a trovare un interlocutore. Il servizio anti violenza, che risponde al numero 1522, assiste le donne, fornisce ascolto e perfino una stanza dove farle dormire se vogliono scappare dal marito aggressivo. Ma non esiste nulla di tutto ciò se la vittima porta i pantaloni. Per questo il progetto dell'associazione Ankyra (che significa àncora in greco) punta ad assistere anche gli uomini e non solo le donne. «Il nostro sogno - spiegano le volontarie - è quello di poter costruire una casa rifugio e di dare risposte a chi ora non ne ha». Per il momento il gruppo offre sostegno legale e psicologico.
Il caso tipo? Lei perdona un tradimento o uno sgarro, fa quella superiore. Ma poi dà inizio a un massacro psicologico. Che va ben oltre qualche rinfacciamento durante le litigate. E che arriva a levare sicurezza al marito, rendendolo fragile e vulnerabile anche nel lavoro. Finché sfocia nella minaccia delle minacce: «Ti porto via i figli e non li vedrai mai più». È quello il punto in cui tanti uomini crollano e decidono di chiedere aiuto. È capitato poco tempo fa a un manager pakistano, un uomo di affari assunto da un'importante impresa di Milano. Per anni l'uomo ha subito violenze fisiche da parte della moglie, vessazioni morali, minacce di ogni tipo tra cui il ricatto: «Se dici che ti ho picchiato, chiamo la polizia e mi invento che mi hai violentato». 

 

lunes, 21 de octubre de 2013

ITALIA: El primer centro de lucha contra la violencia que ayuda (en su mayoría) hombres

Lunes, 21 de Octubre, 2013
ITALIA
Traducido en GOOGLE CHROME
texto original
Como un hombre que me queda para preocuparse por esta protección. El Presidente de Ankyra me respondió: "El problema es tan grande y compleja que la distinción por sexo ya no es suficiente para entender."

Un centro contra la violencia, que también trata el tema de los abusos de los hombres en la familia. Nacido en Milán Ankyra , se dirige a las víctimas sin distinción ("hombres, mujeres y niños", escrito en ese orden y no al azar) y los promotores ya saben - porque si ellos se colocan primero - ¿cuál es el riesgo que corren : aparecerá, incluso de buena fe, como los que ponen en los mismos fenómenos de nivel no son comparables.
Las mujeres víctimas de la violencia doméstica son miles y miles de hombres no hablan de ello, por supuesto, infinitamente menos. Veronica Cardin, el neurólogo, el presidente de Ankyra (de nuevo, del griego) responde con el método científico: "Es mediante el estudio de los casos más raros, una mujer de acosar a un hombre, que comprende más del problema en su conjunto: es el la violencia en la familia, independientemente de quién lo ejerce. "
En el centro de Milán trabajarán médicos, psicólogos, abogados y sociólogos (mujeres y hombres), "la idea vino a nosotros porque en los centros para mujeres maltratadas consiguen a veces incluso las llamadas telefónicas de personas que no saben a dónde acudir, están solos." La violencia de las mujeres sobre los hombres, dicen los promotores del centro, es muy diferente: es psicológico, el chantaje, las amenazas, la difamación, la manipulación de los niños. Rara vez se convierte en física ", sino también a los casos de violencia reales son sin duda más de lo que parece", agrega el doctor Cardin "los hombres se avergüenzan, que no denuncian, sale de su hombría."
Como un hombre que me queda para preocuparse por esta protección frente a la interminable serie de feminicidios en Italia Ankyra El presidente me respondió así:. "La violencia doméstica es un problema ahora tan amplio y complejo que la distinción por sexo ya no es suficiente para entender, es vencer ".
     

 

 

Testata